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Jérôme Duval


cadtm.org
Tradotto da Aurora Santini
Editato da Curzio Bettio



Il FMI afferma di avere come missione quella di «...contribuire ad un livello di occupazione elevato, alla stabilità economica ed alla diminuzione della povertà» |1|, ma la situazione da noi vissuta è del tutto opposta: la disoccupazione non smette di aumentare, l’instabilità economica regna sovrana e, ovunque operi il FMI, la povertà raggiunge i picchi più alti. La constatazione è flagrante, il FMI fallisce su tutta la linea, a cominciare dagli obiettivi prefissi dall'articolo 1 del suo statuto: «Facilitare l'espansione e la crescita equilibrata del commercio internazionale e contribuire così ad instaurare e mantenere elevati livelli di occupazione e di reddito reale e a sviluppare le risorse produttive di tutti gli Stati membri, obiettivi primari della politica economica» |2|.
Denigrato dai movimenti sociali e screditato per le sue storie di corruzione, allo scatenarsi della crisi attuale il FMI ha conosciuto una mancanza di liquidità: i suoi crediti si sono dissolti, da 106,8 miliardi di dollari alla fine del 2003 a 15,5 miliardi alla fine del 2007 |3|. Ci si sarebbe allora potuti aspettare un'autocritica da parte dell'istituzione, che sfociasse in un nuovo orientamento politico volto ad una maggiore regolamentazione. Ciò avrebbe voluto dire misconoscere la ragion d'essere del Fondo, che, incapace di abbandonare la dottrina neoliberista che lo caratterizza, è votato, a prescindere da quello che dica il suo direttore generale Dominique Strauss Kahn, alla continuità senza un effettivo cambiamento strutturale.


«Dare più soldi al FMI fa venire in mente un lupo introdotto in un ovile: si mangerebbe tutte le pecore»
Nell'aprile 2009, gli Stati occidentali, sebbene in difficoltà, decisero di riportare a galla il FMI con la mediazione del G20, allo scopo di aiutare l'istituzione finanziaria a recuperare il suo ruolo di pompiere piromane momentaneamente frenato |4|. Il FMI vide triplicare le proprie risorse, da 250 a 750 miliardi di dollari. Le reazioni da parte dei movimenti sociali, ma anche di certi governi progressisti, non si sono fatte aspettare: «Dare più soldi al FMI fa venire in mente un lupo introdotto in un ovile: si mangerebbe tutte le pecore», così ha reagito il presidente boliviano Evo Morales. Da parte sua, il presidente venezuelano Hugo Chavez, ha affermato infastidito: «…hanno deciso di rafforzare uno dei più grandi colpevoli della crisi, qual è il FMI, quando invece si sarebbe dovuto farlo sloggiare» |5|.

Di fronte ad una crisi senza precedenti, i governi dei paesi industrializzati invocavano una riforma del capitalismo: si trattava di regolarlo in qualche modo per dargli un'apparenza migliore. Cosa allora non abbiamo dovuto ascoltare: «Le agenzie di rating hanno fatto un lavoro detestabile», «Bisogna rifondare il capitalismo» scandiva il presidente francese Sarkozy nel febbraio 2009. Un anno dopo, nel gennaio 2010, mentre si attendevano ulteriori precisazioni, colui che si era concesso un aumento del 172 % del suo stipendio a partire dal 2008 |6|, martellava: «La Francia non rimette in discussione il mercato. Ma un mercato senza regole non è un mercato. Sebbene troppe regole lo uccidano». Decisamente, il compito si prevede piuttosto difficile…

Comunque sia, le regolamentazioni e la regolazione del capitalismo selvaggio sono state fortemente rimesse in discussione da parte dei grandi banchieri, riunitisi nel Forum economico di Davos (Svizzera) nel gennaio 2011. James Dimon, presidente di JP Morgan Chase, davanti a più di 2.500 imprenditori e dirigenti del pianeta, allora aveva avvertito dei pericoli di una regolazione eccessiva: «Il troppo stroppia!» aveva detto scaldandosi. Qualche giorno dopo, la remunerazione di Lloyd Blankfein, presidente e amministratore delegato di Goldman Sachs, è triplicata fino a raggiungere i 2 milioni di dollari nel 2011. «Il troppo stroppia?»

Un altro G20 invano?
Prima che agli Stati Uniti, è alla Francia che spetta la presidenza del G20 e del G8 nel 2011. Fatta eccezione per la foto di famiglia che chiude le grandi cerimonie diffuse da tutti i nostri media commerciali, è più difficile conoscere il costo che eventi del genere rappresentano per i contribuenti. A titolo d'esempio, secondo le stime fornite dal governo canadese, le precedenti edizioni del G8 e del G20 tenutesi in Canada nel 2010 sarebbero costate 840 milioni di euro, di cui 712 milioni destinati alla sicurezza |7|. È nel quadro di queste grandi ed onerose riunioni che i dirigenti dei paesi ricchi hanno intenzione di regolare un capitalismo senza fiato.

A tale scopo, Michel Camdessus, ex direttore generale del FMI (1987 - 2000) consiglia Nicolas Sarkozy


per il G20, che si svolgerà a Cannes nel novembre 2011. Ricordiamo che il Signor Camdessus è direttamente implicato nelle numerose crisi esplose a causa delle politiche imposte dal Fondo : Messico (1994), Tailandia (1997), tutta l’Asia sud-orientale (1997-1998), Russia (1998), Brasile (1999), Turchia (2001)…Ampiamente contestato, dovrà abbandonare la propria carica il 14 febbraio 2000, un anno prima della fine del suo terzo mandato e dell'esplosione della crisi in Argentina (2000-2001), paese che tuttavia veniva considerato come lo studente modello del FMI. Non aveva affermato lui stesso che «l’Argentina ha una storia da raccontare al mondo: una storia sull’'importanza della disciplina fiscale, dei cambiamenti strutturali, ed una politica monetaria tenuta rigorosamente salda» ? |8|.

In un rapporto |9| destinato al capo dello Stato francese nel gennaio 2011, Michel Camdessus stimava che la «regolazione» avrebbe dovuto essere gestita dal FMI ed essere applicata agli Stati e non al mercato, dovendo quest'ultimo rimanere libero e senza freni allo scopo di incoraggiare la concorrenza più selvaggia possibile. Questo rapporto raccomanda in particolare di «rafforzare il controllo del FMI» sulle «politiche di bilancio, monetarie e finanziarie degli Stati» membri e di imporre loro delle «norme», qualsiasi deviazione dalle quali potrebbe essere sanzionata. In altre parole, perora «una disciplina efficace» ed un accresciuto controllo da parte del FMI allo scopo di operare a favore di un aggiustamento rafforzato.

Elaborato da un gruppo di personalità fra le più liberiste, come Horst Koehler, ex direttore generale del FMI, o Paul A. Volcker, ex presidente della Federal Reserve, il documento ci rassicura a partire dalla prima frase : «La crisi mondiale, che si è propagata alla quasi totalità delle economie sviluppate ed ha ridotto la crescita mondiale nel corso del primo decennio di questo nuovo secolo, è sulla buona strada per essere dominata». Accidenti, allora presto ne saremo fuori! È vero che già nel maggio 2008, il direttore generale del FMI Dominique Strauss Kahn aveva affermato riguardo al settore finanziario: «le peggiori notizie sono dietro di noi».


Un prestito del FMI
, visto da Murad Bukerai, Pakistan


Certamente bisognerà attendere per una rimessa in discussione, perché non è certo ora dell'autocritica: «Lo scopo di questo rapporto non è quello di fare il processo a tutti i fattori che hanno contribuito alla crisi, si tratti dell'importanza relativa delle politiche economiche erronee, delle debolezze strutturali delle istituzioni finanziarie, delle inadempienze nella regolazione e nella supervisione o delle carenze dei dispositivi monetari internazionali». Rispondendo ad un altro rapporto |10|, dell'Independent Evaluation Office (IEO) del FMI, il signor Strauss Kahn, mezzo milione di dollari di retribuzione annua, farà emergere, anche se furtivamente, l’evidente incompetenza dell'istituzione: «L’incapacità del Fondo di prevenire la possibilità di una crisi sistematica in un modo sufficientemente precoce, netto ed efficace è un fatto che deve renderci umili…» |11|.

Il rapporto Camdessus è l'ennesimo rapporto che tenta una riforma del sistema per vivere in piena crescita in un mondo senza crisi, ma, lungi dal cercare una via di salvezza e portatrice di speranza, si aggrappa ai fondamenti che conducono i popoli ad una miseria sempre maggiore. Così il FMI perpetua il suo ruolo di guardia di un mercato privo di regole ed impone le proprie sanzioni ai paesi che non abdicano. Inquadrare un capitalismo selvaggio attraverso regole sempre più strette del FMI, per un liberismo sempre più sfrenato, ecco l'unica ossessione di chi decide per noi. Ciononostante, il costo umano ed ambientale di una gestione del genere è divenuto talmente gigantesco che non si può evitare la necessità di giudicare i direttori d'orchestra di questo deplorevole disastro, in primo luogo il FMI del signor Strauss-Kahn.

Note

|1| Documento del FMI del 2004 con cui l’istituzione tenta di giustificare le proprie politiche, p.6. http://www.imf.org/external/pubs/ft...

|2| Statuto del FMI, articolo 1: http://www.imf.org/external/pubs/ft...

|3| Leggere Damien Millet e Eric Toussaint, Quand le FMI entonne un air de pipeau, http://www.cadtm.org/Quand-le-FMI-e...

|4| A proposito del ruolo che ha condotto i paesi del sud alla miseria, leggere Damien Millet, Eric Toussaint, 60 questions 60 réponses sur la dette, le FMI et la Banque mondiale, Syllepse 2008.

|5| «Dare più soldi al FMI è come far custodire al lupo le pecore: si mangerà tutte le pecore», ha dichiarato il presidente boliviano. D’altra parte, Hugo Chávez, presidente del Venezuela, reagisce vivamente : «Hanno deciso di applicare la stessa medicina che sta uccidendo il paziente: un miliardo di dollari, ancora denaro per un pozzo senza fondo; ma non è solo questo, hanno anche deciso di rafforzare uno dei grandi colpevoli della crisi qual è il FMI, che invece dovrebbe essere chiuso». BBC, 3 aprile 2009. http://news.bbc.co.uk/hi/spanish/bu...

|6| Secondo le cifre trasmesse nel novembre 2007 al giornale Le Monde da Roger Karoutchi, segretario di Stato incaricato delle relazioni con il Parlamento, l’indennità mensile netta del presidente della Repubblica è passata da 7.084 euro a 19.331 euro nel 2008, vale a dire un aumento del 172 %, e non del 140 % come era stato scritto precedentemente.

|7| Opinione sul progetto di legge finanziaria per l'anno 2011 (n° 2824), Assemblea Nazionale, 2011. Attività della Francia in Europa e nel mondo, Francesi all'estero e affari consolari, Presidenza francese del G20 e del G8, della signora Geneviève Colot, Deputata, http://www.assemblee-nationale.fr/1...

|8| M. Michel Camdessus nella sede del FMI, primo ottobre 1998. Leggere Martine Bulard, Les fourberies de M. Camdessus, Le Monde Diplomatique, gennaio 2005, http://www.monde-diplomatique.fr/20...

|9| Il rapporto Camdessus, intitolato La réforme du système monétaire international: Une approche coopérative pour le vingt-et-unième siècle, 18 gennaio 2011, è disponibile a: http://www.global-currencies.org/sm...

|10| Rapporto dell'Independent Evaluation Office (IEO) del FMI, intitolato Performance du FMI dans la période menant à la crise financière et économique: la surveillance du FMI de 2004 à 2007. http://www.ieo-imf.org/eval/complet...

|11| D. Strauss-Kahn ammette lo smacco del FMI nelle sue previsioni prima della crisi, 9 febbraio 2011 http://www.rtbf.be/info/article/det...





Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://www.cadtm.org/Pour-le-FMI-les-memes-causes-ne
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